I sapori da ricordare

Per gli irriducibili amanti del buon cibo

Lettera d’amore a… il fico!

Tempura di fichi con maionese al basilico, Mirò Osteria del Cinema, Milano – Luglio 2025

Settembre va di pari con i fichi; frutto squisito di fine estate che per me fa da consolazione quando viene il momento di salutare l’estate e di fatto, il periodo delle ferie.

Mi piacciono i miti collegati agli alimenti perché tutti hanno un’origine ed una storia ben distinta, sempre belle e divertenti da scoprire. Se il fico ha un forte valore simbolico in molte culture e religioni, è fondamentale distinguere tra il fico comune (Ficus carica) e il fico d’India (Opuntia ficus-indica), che pur condividendo il nome, raccontano storie profondamente diverse. Il fico comune, originario del Medio Oriente, è intriso di simbolismo spirituale: nelle Scritture, le sue foglie sono un simbolo di vergogna e peccato, mentre l’albero stesso incarna la prosperità e la benedizione divina. Nell’antica Grecia, era associato a valori come la fertilità, l’abbondanza e, grazie a filosofi come Platone, persino la saggezza. Il fico d’India, invece, ha un significato differente, legato alla sua origine messicana: qui non è solo un cactus, ma un simbolo nazionale. Le sue spine e la sua capacità di sopravvivere in ambienti ostili lo rendono un’icona di resilienza, forza e adattabilità.

Partiamo da una premessa; mi piace tutto di quel frutto, già solo l’albero da cui nasce. Adoro le sue foglie così particolari, profumate, dolcemente arrotondate, inconfondibili, sotto cui leggere un bel libro, fare un riposino… Adoro anche le fragranze a base di fico che sono per me l’equilibrio perfetto tra note verdi, solari e fresche, infatti tra i miei profumi della vita, c’è Fico di Amalfi di Acqua di Parma che indosso sempre di estate.

Ma devo confessare una cosa abbastanza strana; ho scoperto la meraviglia del fico fresco solo pochi anni fa. Infatti, da piccola, lo mangiavo spesso con il mio nonno materno o a casa ma secco, quando è colmo di zucchero, con note caramellate. Mai lo avevo visto fresco a casa mia né in altre case attorno a me. L’unica altra apparizione del fico era la marmellata di mia zia che la confezionava a partire dalla frutta che raccoglieva nel suo giardino in Toscana. Ricordo che non mi piaceva molto in quanto metteva pochissimo zucchero e quindi la marmellata era più una composta di frutta che altro.

Il primo ricordo che ho del fico sotto un’altra forma è quello di un pranzo, il primo che ho fatto a Nantes con la mia coinquilina dell’epoca e che sarebbe rimasta una mia cara amica. Come dolce, entrambe avevamo ordinato i fichi caramellati con crema di mascarpone. Che bontà che era… Negli anni, ho avuto più occasioni di provarlo in tutte le sue declinazioni possibili o quasi perché a poco a poco mi sono innamorata pazza di quel frutto. Penso alla granita, quella verace, ai biscotti tipici ripieni di marmellata di fichi, ai Settembrini della Mulino Bianco, alla sua marmellata abbinata ai formaggi, sulla nuvola cremosa di una danese, in insalata con un po’ di feta che crea un duo stellare, i fichi ripieni di mandorle e cioccolato, il gelato con noci e ricotta, la torta morbida con frangipane e fichi… Esiste un’infinità di declinazioni possibili che sottolineano appunto quanto è un ingrediente versatile da ritrovare in numerosi abbinamenti meno aspettati.

Attorno a me, conosco molta gente che impazzisce per il fico, soprattutto fresco. Sarà sicuramente stato con questa mia cara amica che lo ho scoperto per davvero. Trasferendomi poi a vivere in Italia, è sempre più entrato a far parte del mio quotidiano essendo una frutta mediterranea per eccellenza che si trova molto facilmente e che viene mangiata appena arriva la stagione. Al mercato, è sempre bello quando fa il suo ritorno e allora tu puoi solo che fare una cosa; comprarlo. Già di per sé, aprirlo è uno spettacolo; svelare questo suo cuore polposo con i grani e quel colore lucido rosa. Io lo ammirerei per ore se non fosse per la golosità che me lo fa mangiare subito! Amo il suo profumo che sa, per me, di “natura dopo una pioggia d’estate”, il gusto dolce ma mai troppo, l’infinita delicatezza che lo rendono così unico ed apprezzato. E poi è così bello raccoglierlo durante le passeggiate estive e farsene una merendina improvvisata…

Da due anni, noto con piacere che La cucina italiana1 dedica la sua prima pagina proprio a lui, con pagine apposite per abbinarlo, cucinarlo, gustarlo al massimo delle sue potenzialità. Tendenzialmente, i media culinari al rientro delle ferie parlano di fico ovunque; ricette, curiosità, consigli, menù dei ristoranti. Va declinato ovunque e in qualsiasi forma e, al contrario, di quando viene il tempo della zucca, mi rende più che felice scoprire il mondo affascinante del fico che sembra non dover avere limiti.

Oltre al fico verde o nero, qualche anno fa, durante un mio passaggio al mercato di Catania, mi aveva incuriosita questa frutta mai vista prima in vendita. In realtà, non sapevo nemmeno che si mangiasse. C’era stato quest’uomo che avrebbe potuto essere mio nonno, che mi aveva venduto un chilo di questo frutto geniale, mostrandomi come tritarlo e poi degustarlo. Voglio parlare del fico d’India, un’altra specie di fico che amo dal primo giorno che lo ho assaggiato. Mi affascina il colore della sua polpa, così vivace, così bello, che è sempre una sorpresa da scoprire, che sia bianco giallo oppure rosa acceso. Per me è sempre bellissimo mangiarlo per colazione ed aprirlo come se fosse un tesoro. Mi piace il suo gusto zuccherino ed acquoso così particolare. Ogni anno, appena torna sulle bancarelle, lo compro e lo ricompro durante tutta la stagione, ma la cosa più bella, sta nel raccoglierlo direttamente dalla pianta di primo mattino, portarlo a casa e mangiarlo subito a colazione…

La mia solita colazione a Stromboli, che inizia sempre con i fichi d’India – Agosto 2024

Se vi è venuta voglia di mangiarne, di seguito, condivido qualche idea di ricetta sfiziosa per godere del frutto appieno senza mai stufarsi ma sempre meravigliarsi di esso:

  • Crostino gorgonzola, fico e nocciole
  • Bresaola, buratta, fico e basilico
  • Hamburger di manzo con fichi, stracciatella e cipolle caramellate
  • Insalata di totani, rucola, fichi e semi tostati con salsa al limone
  • Crostata rustica ai fichi
  • Ricotta & fichi

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